martedì 19 maggio 2009

E il cucchiaino si piega


Ho conosciuto Davide. Ha la passione della magia... cioè, della prestidi.. prestigidi.. insomma, fa il mago. punto e basta. E' troppo forte! L'ho visto un giorno, quasi per caso. Mario e Ale ci invitano a fare un giro e andare a vedere lo spettacolo di un loro vicino di casa. Non ne avevo mai visto uno dal vivo (non che io ricordi). Sono rimasto a bocca aperta. E' incredibile, un anello dentro l'altro, un taglio alla corda, un fazzoletto dopo l'altro... Mi sono venuti i PENOTTI! per non parlare del numero della scatola con l'assistente dentro. Si, avete presente quel numero dove Marika entra nella scatola e lui infila i due tubi e poi sposta metà della scatola? si, proprio quello che si vede per tv. Specchi? no no, è fantastico!
Al matrimonio della Ale e Mario altro spettacolino. Troppo forte!! prende la corda, un taglio qui, un taglio li, un nodo qui, un nodo li...e la corda torna sempre intera. Ma come fa?
Non voglio saperlo. E' bello così. non deve essere semplice esibirsi di fronte a un pubblico adulto, cercando di superare quel muro di scetticismo e del "adesso ti scopro il trucco" che si para tra il pubblico e il mago.
E' bello così. Lo sai che c'è il trucco, ma fregatene. Siediti, goditi lo spettacolo e resta a bocca aperta quando la corda è lunga, poi corta, poi lunga di nuovo... wow.
I miei amici mi guardano divertiti mentre io mi godo lo spettacolo. Sembro un bambino alle giostre. E a me va bene così.
E un altro spettacolo domenica scorsa. Che forte!! Ascolti i commenti degli spettatori increduli, uno mi chiede "tu che lo conosci, come fa a fare così?" "non lo so neanche io, è incredibile!"

Grande! E il cucchiaino si piega. ;-)
Un piccolo souvenir sulla scrivania.

Enrico

giovedì 16 aprile 2009

Quanto mi piace il mio lavoro!

1 aprile 2009. E' già passato un anno. Un anno allo sportello. Da un mese sono stato spostato, alla mattina da una parte, al pomeriggio ritorno "alla base". Gente nuova, abitudini diverse, situazioni nuove da conoscere, imparare e gestire.
Il commento più comune: "oh hanno cambiato di nuovo" "Giuliano non c'è più?"
Solite risposte di rito, a volte seguite dalle solite battutine.
Un anno in BCC e mi piace! il rapporto con il pubblico mi gratifica. Dal più banale prelevamento, ogni volta che il cliente si avvicina allo sportello il mio impegno è centrato su di lui. Deve uscire contento, per quanto possibile.
E ogni tanto ci riesco (eh si, ogni tanto ;-) e mi piace. Basta poco. Un'informazione in più, un consiglio, un sorriso, la disponibilità, due chiacchiere sul tempo, il cliente che trova quello che cerca. E va via contento.
E mi piace. che soddisfazione!
In più adesso mi occupo anche di altre cose, altre attività, piano piano dovrò imparare a fare tutto. E' interessante e voglio imparare.
Probabilmente sarà solo l'entusiasmo del momento (?) ma mi piace. quello che vedo, quello che vivo mi piace.
Certo, qualche situazione difficile non manca, ma in qualche maniera cerco di venirne fuori (a volte un po' zoppo). Cerco la soluzione migliore, la proposta più adatta. Per fortuna non mancano dei colleghi fantastici e sempre disponibili. Un ottimo lavoro di squadra, ci si aiuta, ci si chiede, si fanno le cose insieme e ognuno porta la sua esperienza.
Il mio lavoro "è differente". Mi piace.
Mi piace.

Enrico

Aria da funerale

Oggi ero a lavoro, seduto al mio sportello a compilare le solite carte e seguire le consuete procedure e sento le campane suonare. "strano, di giovedì...non c'ho mai fatto caso... boh" e continuo con le mie attività.
Poco dopo, un po' di via vai in piazza e le campane suonano l'ave maria. Un funerale.
E tutto, d'un tratto, sembra immobile. Si sente un silenzio diverso, nonostante sia uguale a tutti gli altri silenzi degli altri giorni, si respira malinconia.
Parlare fa più rumore del solito e tutto si ferma.

Enrico

lunedì 16 febbraio 2009

L'evoluzione naturale delle cose

Sembra che i maniaci si siano svegliati tutti adesso. Mah, sarà anche la spinta mediatica, ma è veramente una notizia che non fa più notizia. Ormai quando accendo la tv mi chiedo quanti saranno stati gli episodi di aggressione o violenza a sfondo sessuale del giorno prima.
Ma che cosa pensa il rumeno di turno (si, scusate ma è un dato di fatto, non potete negarlo) prima di uscire da casa?
stasera pippe o gnocca? gnocca.
gratis o a pagamento? gratis.
me la da o me la prendo? me la prendo.
è giusto quello che faccio? no.
ne pagherò le conseguenze? no.

Ergo sum.

Forse è l'evoluzione naturale delle cose. Si va a periodi. I crimini crimini vengono puniti - i crimini non vengono puniti - i crimini aumentano - la giustizia non fa nulla - il malcontento aumenta - la legge difende il criminale - il malcontento aumenta - il popolo si fa giustizia da solo.

E' naturale. Se non mi sento tutelato, cerco di tutelarmi da solo. E' l'evoluzione naturale di questa situazione orribile che si va sviluppando ormai da qualche anno. E già si cominciano a vedere episodi di ritorsione o violenza contro gli immigrati, spuntano gruppi di incappucciati sulla strada della spedizione punitiva e le ronde notturne effettuate da cittadini volontari. Si, perché ormai siamo a questo punto. Le istituzioni spariscono, il cittadino si arrangia. D'altronde non si può stare tranquilli neanche al parco di pomeriggio...
staremo a vedere.

Enrico

lunedì 2 febbraio 2009

Il giudizio al popolo

TG5, tanto per cambiare. Riprendono la notizia dei quattro rumeni (ma va?) di Guidonia. Sorprendono una coppia appartata, picchiano lui e stuprano lei. E già mi aspetto che non succederà niente di nuovo. Finiranno fuori con uno schiaffetto sulle mani. Niente di nuovo.
Cerco di ragionarci sopra. Appurato e assodato che l'Italia non funziona (cosa sottolineata parecchio ieri sera), mi chiedo che tipo di proposte si potrebbero fare per rendere più equa questa giustizia.
Basta ergastoli finti e arresti domiciliari regalati. e se i simili giudicassero i propri simili? Non si potrebbe lasciare il colpevole alla folla?
Amplio la mia paranoia mentale...

I diritti umani sostanzialmente sono:
il diritto alla libertà individuale,
il diritto alla vita,
il diritto all'autodeterminazione,
il diritto a un giusto processo,
il diritto ad un'esistenza dignitosa,
il diritto alla libertà religiosa.
La violazione di un diritto non preclude forse gli altri? se un individuo priva della vita un altro individuo, talvolta in maniera orribile, ha comunque questo il diritto alla libertà, al giusto processo, all'esistenza dignitosa, e alla vita stessa?

Enrico

martedì 27 gennaio 2009

L'avventura del rientro a casa

Al sorgere del sole non me lo sarei mai aspettata una giornata così travagliata anche in virtù del fatto che i presupposti erano buoni per far pensare ad un tranquillo rientro a casa:il cielo era sereno, il cane che invece di farti le solite feste ringhiava quasi avesse capito che non avrebbe più potuto giocare con noi per molto tempo, le “facturas” (tipici dolci del posto) fresche ad attenderci accompagnate ad una dignitosa tazza di caffè e, ciliegina sulla torta, la padrona di casa che entra dicendo di aver vinto 700 pesos (circa 180 euro) grazie alla maglia che portavo il giorno prima con stampato il numero 16.
Insomma sembrava un lieto arrivederci culminato alle 12:30 quando siamo partiti alla volta dell’aeroporto dove ci attendeva il volo iberia previsto per le 15:20.
Ed è proprio al nostro arrivo nel terminal delle partenze che ha inizio la nostra avventura:il nostro volo è stato posticipato al' 1:20 del mattino a causa di un forte vento che ha costretto l’aeroporto di Madrid a chiudere impedendo così all’aereo che doveva portarci in Europa di decollare. Mi preme subito dire che il personale di terra si è da subito prodigato per informarci di tutte le nuove procedure da seguire. L’attesa al il ceek-in si è comunque dovuta fare subito e sembrava interminabile; garantisco comunque che ne è valsa la pena. Al momento dell’assegnazione del posto e della nuova coincidenza ci è stata fornita un’auto con autista che ci ha accompagnato in uno dei più lussuosi alberghi di Buenos Aires nel quale c’era precedentemente stata prenotata una stanza con inclusa anche una merenda ed un ricco e delizioso pasto che ha concluso la nostra permanenza nel centro della città prima che un pulman ci riaccompagnasse in aeroporto.
Una volta chiusasi questa splendida parentesi si è tornati alla normalità dovendo affrontare più di una coda per sbrigare tutte le varie procedure di imbarco anche se queste si sono dimostrate, tutto sommato, abbastanza celeri, diminuendo così il disagio.
Il volo, come anche quello dell’andata, è risultato gradevole ed il cibo non era affatto da buttare via, ma la vera sorpresa l’abbiamo trovata al nostro imbarco a Madrid dove abbiamo scoperto di essere stati inseriti in business class. Questo ha comportato che al contrario del 95% dei passeggeri a noi è stato servito un pasto contornato da dell’ottimo vino ed alla fine ci è stato pure offerto un digestivo per digerire il miglio cibo che io abbia mai mangiato a bordo di un aereo.
A conclusione di tutto è si vero che siamo rientrati con 12 ore di ritardo, e questo è sicuramente un disagio che abbiamo subito, ma bisogna anche ammettere che la compagnia aerea si è prodigata per gestire nel migliore dei modi la situazione che si era delineata cercando di crearci il minor disagio possibile.
Unica nota stonata e non me ne vogliano le signorine che leggono l’articolo, è che su ben 4 voli e più di 15 hostess incrociate solo una era degna della fama che portano!!!
A conclusione dico che sicuramente se domani dovessi trovarmi a volare sicuramente terrei in grande considerazione iberia in virtù di tutte le attenzioni che ha dedicato a noi passegeri.
Andrea

domenica 18 gennaio 2009

Come ci fregano in pizzeria.

Questa sera non ho voglia di far da mangiare. Ordino 2 pizze. Mentre aspetto, continuo a sfogliare il volantino. Ci sono anche le pizze per 2 persone e, sopra, la legenda: pizza normale 30cm, pizza per 2 persone 40cm... e penso.
Ma, non mi sembra una proporzione corretta 30 e 40 cm... Vuoi che l'area di un cerchio da 40cm corrisponda al doppio di un cerchio da 30???
Detto fatto: Pgreco x raggio alla seconda.
Risultato:
pizza 30cm: 706cm2
pizza 40cm: 1256cm2

Questo significa che, in proporzione, una pizza "per due persone" è il 178% di una pizza normale. Eh cavoli! mangio un quarto di pizza in meno!!!

Se una margherita normale costa euro 4.50, una pizza "per due persone" dovrebbe costare euro 7,96. Vendendola a 8.40, la mia margherita mi costa 44 centesimi in più, considerando il rapporto quantità prezzo.
Certo è che il cliente medio considera il risparmi di 60 centesimi nella pizza "x due persone" rispetto a due pizze distinte. Ma quei 60 centesimi non corrisponderanno al quarto di pizza mancante che non mangerà.
La pizzeria con questo giochetto vuole dare al cliente l'idea del risparmio, quando invece ha la totale convenienza a fare più pizze "x 2 persone" possibile, poiché ci guadagna di più.

Si può considerare effetto placebo questo? Meditate gente, meditate.

Enrico