Oggi è stato il mio ultimo giorno di lavoro in Previnet.
La situazione negli ultimi anni era peggiorata e la cosa si era fatta più pesante negli ultimi mesi fino a raggiungere ritmi insostenibili. Il lavoro non era male, ero a due passi da casa, ma le condizioni poste non mi permettevano di avere una vita sociale o un hobby da coltivare, qualsiasi faccenda doveva essere fatta al sabato, perché durante la settimana si usciva troppo tardi e i negozi erano già chiusi da un pezzo.
Si è trattato di fortuna. Ho cominciato a cercare un'alternativa a questa situazione qualche mese fa e qualcuno ha risposto al mio SOS.
Martedì comincio un nuovo lavoro. Non mi aspetto miracoli, non mi aspetto che sia migliore. Spero solo che lo stile di vita sia diverso.
Oggi ho fatto il giro dei saluti. Molti mi hanno detto mi vedono dimagrito (più di così???) e in effetti è vero. Se continuo di questo passo diventerò trasparente. Non mi sono mai fatto grossi problemi per la mia "magrezza" però adesso la cosa sta diventando imbarazzante. Non vedo l'ora di ricominciare palestra per buttare su qualche chilo.
Una cosa sola rimpiangerò: i miei colleghi. I migliori del mondo. Per loro, non avrei mai cambiato il mio lavoro, ma non ce la facevo più. Oggi tutti mi chiedevano come stavo. Triste in realtà, perché ho dovuto allontanarmi dai miei amici.
Tuttavia, si tratta di scelte. Vedremo...
Raga, vi voglio bene!
Enrico
venerdì 28 marzo 2008
martedì 18 marzo 2008
BUONA VITA
Ciao Eros, mio fedele compagno per 5 anni, volevo ringraziarti per tutti quei bei momenti che mi hai fatto passare, per il contributo nel mantenere calma e allegra l'Eleonora, per aver colmato momenti di solitudine ad entrambe.
15 giorni fa ti sei messo davanti alla porta e come tuo solito fare mi hai guardato con un'espressione che parlava da se e diceva: "allora la apri sta porta che devo uscire?", perchè tu sei sempre stato così, amico tra le mura domestiche e condottiero fuori.
All'ora io ho aperto quella porta, conscio che saresti tornato, magari tutto rotto, come quella volta che ci siamo conusciuti, a seguito di quella litigata che ti è costata metà della coda; oppure come quando sei rientrato con una spina in un occhio; oppure come quando, pur di non rinunciare ad uscire, sei ritornato con la bronchite; senza dimenticarsi poi, di tutte quelle volte che sei tornato a casa con una zampa gonfia o pieno di graffi!Invece questa volta hai deciso di intraprendere un viaggio più lungo, come non mai prima e forse non tornerai nemmeno più, ma sappi che per te la porta di casa resterà sempre aperta e che in ogni caso sarai presente per sempre nei nostri cuori anche perchè, infondo, tu rappresentavi alla perfezione sia una parte di me che della Eleonora.
Ciao e buon viaggio
giovedì 28 febbraio 2008
martedì 12 febbraio 2008
Occhio per occhio... con gli interessi!
Questa la notizia del Gazzettino di qualche giorno fa. E' tanto lunga quanto seria.
"(m.a.) Segnalazioni sempre più numerose e circonstanziate di cittadini inorriditi di fronte ai maltrattamenti e agli abusi di poveri animali, per lo più cuccioli di cani a e gatti. Una squallida realtà, quasi quotidiana, che la sezione territoriale di Carpenedo-Bissuola della Polizia ha fotografato nel dettaglio trasmettendo una relazione al Servizio sicurezza urbana dei vigili urbani. Le indagini, avviate in questi giorni, sono state affidate agli uomini del pronto intervento e disagio sociale.
A far scattare l'inchiesta, l'ennesima denuncia presentata da un mestrino residente in via Rielta, testimone di retto di un un episodio ancor più raccapricciante perché coinvolge dei minori, anzi dei bambini. L'uomo, infatti, racconta di aver visto dalla finestra una banda di ragazzini che picchiavano selvaggiamente un cagnolino di mezza taglia. Non contenti, dopo averlo brutalizzato fino a tramortirlo, lo hanno gettato dentro un cassonetto, come fosse un sacco di immondizie, andandosene ridacchiando e senza mostrare un minimo di sensibilità e di rimorso. A salvare da un destino segnato quel povero cane è stato lo stesso signore che poi si è rivolto alla polizia municipale: la bestiola è stata affidata in prima battuta a un veterinario privato che ne constatato lo stato di feroce abuso subito e lo medicato, quindi la consegna al servizio di veterinaria dell'Ulss, dove è tuttora custodito. Questo purtroppo è solo uno dei tanti casi giunti all'attenzione degli investigatori. Il fatto risale al 17 gennaio scorso e i protagonisti, come appurato da una prima sommaria verifica, sembrano essere gli ospiti più giovani del campo nomadi di via Vallenari, i quali paiono aver introdotto nei loro passatempi più gettonati, appunto, le sevizie più o meno cruente, agli animali domestici che vivono all'interno o ai margini dell'insediamento.
Ora scattano gli accertamenti e le ispezioni tese a individuare quelli che si possono definire dei veri e propri aguzzini in erba, con l'unica attenuante, seppur molto remota, dell'inconsapevolezza del male che inferto a queste vittime a quattro zampe del tutto indifese. Lo scorso novembre le cronache hanno riportato l'aggressione subita da una donna, residente in via Casona, mentre stava rientrando a casa in sella alla sua bicicletta: ad affrontarla con spintoni, sputi e calci, cinque adolescenti fra i 13 e 17 anni. E non si esclude che la "spedizioni punitiva" sia scattata proprio a causa dell'interesse dimostrato dalla sessantenne nei confronti delle condizioni in cui versano i cani e i gatti del campo nomadi . Dal canto suo il Comune ha iniziato un percorso integrazione rivolto ai ragazzini con il coinvolgimento delle scuole dell'obbligo nell'ambito di un più ampio progetto sociale collegato alla realizzazione di un nuovo villaggio attrezzato con unità abitative che, nelle intenzioni, dovrebbe andare a sanare l'attuale situazione di precarietà."
Ma si, regaliamo pure le case ai nomadi.
In una società che va avanti grazie al rispetto del prossimo, come possiamo tollerare azioni simili? E' proprio la mancanza di rispetto la causa delle condizioni attuali dell'Italia. Furti, rapine, aggressioni, stupri, minacce... un'invasione di criminalità proporzionale all'immigrazione degli ultimi anni. E come ben sappiamo, la nostra cara giustizia è sempre dalla parte del criminale che, poverino, è sempre la reale vittima...
Non ci sono strade a metà: se l'individuo non è utile alla società, allora è dannoso. Un criminale E' dannoso. Non può essere lasciato libero di circolare. Non ci sono scuse. Un essere umano è direttamente responsabile delle proprie azioni, e come tale deve pagarne le conseguenze (in quanto conscio di queste). Basta con il facile buonismo.
Tolleranza zero è la parola d'ordine. Dobbiamo riattivare lo spirito di sopravvivenza.
A volte rimpiango la vecchia legge del taglione, tanto crudele quanto efficace. Quanti crimini si potrebbero evitare, dato che la maggior parte delle volte chi li commette è già noto alle forze dell'ordine (e magari per gli stessi reati)?
Non sono contento di come viene amministrata l'italia. La gente ha paura a circolare da sola per strada, e ogni telegiornale non manca di ricordarcelo ogni giorno. I criminali non hanno nulla da perdere.
Arrivo a casa, accendo la tv e ascolto l'ennesima donna affranta, dopo che le hanno ucciso il marito mentre tornava a casa con la spesa, che tra i singhiozzi dice: "confido nella giustizia"... Bella mia, aspetta pure, che tanto quello tra un po' ti saluta dal marciapiede.
Enrico
"(m.a.) Segnalazioni sempre più numerose e circonstanziate di cittadini inorriditi di fronte ai maltrattamenti e agli abusi di poveri animali, per lo più cuccioli di cani a e gatti. Una squallida realtà, quasi quotidiana, che la sezione territoriale di Carpenedo-Bissuola della Polizia ha fotografato nel dettaglio trasmettendo una relazione al Servizio sicurezza urbana dei vigili urbani. Le indagini, avviate in questi giorni, sono state affidate agli uomini del pronto intervento e disagio sociale.
A far scattare l'inchiesta, l'ennesima denuncia presentata da un mestrino residente in via Rielta, testimone di retto di un un episodio ancor più raccapricciante perché coinvolge dei minori, anzi dei bambini. L'uomo, infatti, racconta di aver visto dalla finestra una banda di ragazzini che picchiavano selvaggiamente un cagnolino di mezza taglia. Non contenti, dopo averlo brutalizzato fino a tramortirlo, lo hanno gettato dentro un cassonetto, come fosse un sacco di immondizie, andandosene ridacchiando e senza mostrare un minimo di sensibilità e di rimorso. A salvare da un destino segnato quel povero cane è stato lo stesso signore che poi si è rivolto alla polizia municipale: la bestiola è stata affidata in prima battuta a un veterinario privato che ne constatato lo stato di feroce abuso subito e lo medicato, quindi la consegna al servizio di veterinaria dell'Ulss, dove è tuttora custodito. Questo purtroppo è solo uno dei tanti casi giunti all'attenzione degli investigatori. Il fatto risale al 17 gennaio scorso e i protagonisti, come appurato da una prima sommaria verifica, sembrano essere gli ospiti più giovani del campo nomadi di via Vallenari, i quali paiono aver introdotto nei loro passatempi più gettonati, appunto, le sevizie più o meno cruente, agli animali domestici che vivono all'interno o ai margini dell'insediamento.
Ora scattano gli accertamenti e le ispezioni tese a individuare quelli che si possono definire dei veri e propri aguzzini in erba, con l'unica attenuante, seppur molto remota, dell'inconsapevolezza del male che inferto a queste vittime a quattro zampe del tutto indifese. Lo scorso novembre le cronache hanno riportato l'aggressione subita da una donna, residente in via Casona, mentre stava rientrando a casa in sella alla sua bicicletta: ad affrontarla con spintoni, sputi e calci, cinque adolescenti fra i 13 e 17 anni. E non si esclude che la "spedizioni punitiva" sia scattata proprio a causa dell'interesse dimostrato dalla sessantenne nei confronti delle condizioni in cui versano i cani e i gatti del campo nomadi . Dal canto suo il Comune ha iniziato un percorso integrazione rivolto ai ragazzini con il coinvolgimento delle scuole dell'obbligo nell'ambito di un più ampio progetto sociale collegato alla realizzazione di un nuovo villaggio attrezzato con unità abitative che, nelle intenzioni, dovrebbe andare a sanare l'attuale situazione di precarietà."
Ma si, regaliamo pure le case ai nomadi.
In una società che va avanti grazie al rispetto del prossimo, come possiamo tollerare azioni simili? E' proprio la mancanza di rispetto la causa delle condizioni attuali dell'Italia. Furti, rapine, aggressioni, stupri, minacce... un'invasione di criminalità proporzionale all'immigrazione degli ultimi anni. E come ben sappiamo, la nostra cara giustizia è sempre dalla parte del criminale che, poverino, è sempre la reale vittima...
Non ci sono strade a metà: se l'individuo non è utile alla società, allora è dannoso. Un criminale E' dannoso. Non può essere lasciato libero di circolare. Non ci sono scuse. Un essere umano è direttamente responsabile delle proprie azioni, e come tale deve pagarne le conseguenze (in quanto conscio di queste). Basta con il facile buonismo.
Tolleranza zero è la parola d'ordine. Dobbiamo riattivare lo spirito di sopravvivenza.
A volte rimpiango la vecchia legge del taglione, tanto crudele quanto efficace. Quanti crimini si potrebbero evitare, dato che la maggior parte delle volte chi li commette è già noto alle forze dell'ordine (e magari per gli stessi reati)?
Non sono contento di come viene amministrata l'italia. La gente ha paura a circolare da sola per strada, e ogni telegiornale non manca di ricordarcelo ogni giorno. I criminali non hanno nulla da perdere.
Arrivo a casa, accendo la tv e ascolto l'ennesima donna affranta, dopo che le hanno ucciso il marito mentre tornava a casa con la spesa, che tra i singhiozzi dice: "confido nella giustizia"... Bella mia, aspetta pure, che tanto quello tra un po' ti saluta dal marciapiede.
Enrico
mercoledì 30 gennaio 2008
Onda verde... di rabbia
Sabato sono andato a Treviso. Dovevo andare al centro TIM/Telecom per alcune informazioni.
Ora, treviso non è una città molto grande, se ci riferiamo al solo centro storico. E, cacchio, vanta una concentrazione di almeno un semaforo pro-capite!
Non è possibile mettere un semaforo ogni 50 metri! maledetti pedoni! Ovviamente, onda verde inesistente. Ogni semaforo funziona a se. E c'è il fattore "difficoltà": all'aumentare del nervosismo dell'automobilista aumenta la pressione sul pedale dell'acceleratore che viene smorzata dai famigerati autovelox fissi. Limite: 50kmh. Immaginatevi la scena...
Sabato si muove il mondo verso treviso, e per rendere più facili le cose, il comune ha pensato di limitare il traffico nel centro storico.
Risultato: 45 minuti per parcheggiare e due giri del PUT. Ma vaffa!
E per fortuna non sono andato a Mestre. Chi arriva dal terraglio lo sa bene che per arrivare, per esempio, al blockbuster in via piave deve fare:
1° semaforo all'incrocio con il vicolo cieco che porta vicino all'auchan
2° semaforo alla caserma Matter
3° semaforo allo svincolo per andare sulla rotonda dell'autostrada
4° semaforo prima del sottopasso
5° semaforo dopo il sottopasso (ma che senso ha?)
6° semaforo davanti all'ospedale
7° semaforo in via piave (blockbuster)
Sembra che abbia descritto 200km di strada, ma credetemi che dal primo semaforo al settimo ci sono 1800mt!!!
E state sicuri che vi fermerete ad ogni singolo semaforo. Viva l'onda verde!
Enrico
Ora, treviso non è una città molto grande, se ci riferiamo al solo centro storico. E, cacchio, vanta una concentrazione di almeno un semaforo pro-capite!
Non è possibile mettere un semaforo ogni 50 metri! maledetti pedoni! Ovviamente, onda verde inesistente. Ogni semaforo funziona a se. E c'è il fattore "difficoltà": all'aumentare del nervosismo dell'automobilista aumenta la pressione sul pedale dell'acceleratore che viene smorzata dai famigerati autovelox fissi. Limite: 50kmh. Immaginatevi la scena...
Sabato si muove il mondo verso treviso, e per rendere più facili le cose, il comune ha pensato di limitare il traffico nel centro storico.
Risultato: 45 minuti per parcheggiare e due giri del PUT. Ma vaffa!
E per fortuna non sono andato a Mestre. Chi arriva dal terraglio lo sa bene che per arrivare, per esempio, al blockbuster in via piave deve fare:
1° semaforo all'incrocio con il vicolo cieco che porta vicino all'auchan
2° semaforo alla caserma Matter
3° semaforo allo svincolo per andare sulla rotonda dell'autostrada
4° semaforo prima del sottopasso
5° semaforo dopo il sottopasso (ma che senso ha?)
6° semaforo davanti all'ospedale
7° semaforo in via piave (blockbuster)
Sembra che abbia descritto 200km di strada, ma credetemi che dal primo semaforo al settimo ci sono 1800mt!!!
E state sicuri che vi fermerete ad ogni singolo semaforo. Viva l'onda verde!
Enrico
mercoledì 23 gennaio 2008
Il ghigno malefico
"e anche questa è fatta"
e subito mi accorgo che per "fatta" intendo "finita" e per "questa" intendo "settimana". Un atroce dubbio si dipinge sul mio volto e inorridito mi volto verso il calendario che mi guarda col suo ghigno malefico (perché ce l'ha il ghigno malefico, lo potete vedere quattro volte a settimana il ghigno malefico) e sfoggia con boria e aria di sfida il suo lucente 21 gennaio 2008. Lunedì??? solo lunedì??? Mi pare di sentire la sua risata malvagia... "uah uah uah" fa verso di me, ammiccando all'amico orologio che mi ricorda che avrò giusto il tempo di dormire, prima di ritonare qui.
Voglio un anno solare di 121 settimane di 3 giorni: venerdì sabato e domenica.
Enrico
e subito mi accorgo che per "fatta" intendo "finita" e per "questa" intendo "settimana". Un atroce dubbio si dipinge sul mio volto e inorridito mi volto verso il calendario che mi guarda col suo ghigno malefico (perché ce l'ha il ghigno malefico, lo potete vedere quattro volte a settimana il ghigno malefico) e sfoggia con boria e aria di sfida il suo lucente 21 gennaio 2008. Lunedì??? solo lunedì??? Mi pare di sentire la sua risata malvagia... "uah uah uah" fa verso di me, ammiccando all'amico orologio che mi ricorda che avrò giusto il tempo di dormire, prima di ritonare qui.
Voglio un anno solare di 121 settimane di 3 giorni: venerdì sabato e domenica.
Enrico
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giovedì 10 gennaio 2008
A ognuno i suoi rifiuti
Ogni anno, il veneto si piazza (e lo dico con orgoglio) tra le regioni "riciclone". Chi più, chi meno, ogni comune si è organizzato per la raccolta differenziata (libera o porta a porta). Sono un sostenitore della raccolta porta a porta pur abitando in un comune che applica la differenziata "libera" e pur conoscendo il disagio (se proprio lo vogliamo chiamare così) di trovare il posto per i 'bidoni' della raccolta differenziata in casa.
Tuttavia, l'organizzazione non punta a raccogliere più rifiuti, ma a raccoglierli meglio. Anche se poi, il grosso del lavoro lo fa il cittadino civile e socialmente utile che si impegna a dividere la spazzatura.
Argomento di attualità ormai trito e ritrito è il problema dei rifiuti in Campania. Chissà perché non hanno la raccolta differenziata. Forse il popolo campano non ha i requisiti per migliorare la sua situazione (vedi definizione di persona che ricicla, qualche riga più in alto).
Oggi giro canale e mi capita di sentire che i pompieri, giunti per spegnere un 'incendio di rifiuti', sono stati vittima di un agguato e hanno detto addio alle loro autobotti, incendiate a loro volta. Sette pompieri ricoverati in ospedale. SETTE.
Si lamentano dei troppi rifiuti, ma non vogliono le discariche. Li bruciano in segno di protesta e fanno del male a chi fa il suo lavoro (il pompiere non è proprio un lavoretto 'così'...). Dobbiamo prenderla noi la vostra merda? E allora sapete che vi dico? Tenetevi la spazzatura per le strade, bruciatela tutta e soffocatevi. Eccheccazzo!
Pollice verso per la Campania, ancora una volta...

"Chi è causa del suo mal, pianga se stesso"
Enrico
PS: per chi vuole, QUI il link alla notiza.
Tuttavia, l'organizzazione non punta a raccogliere più rifiuti, ma a raccoglierli meglio. Anche se poi, il grosso del lavoro lo fa il cittadino civile e socialmente utile che si impegna a dividere la spazzatura.
Argomento di attualità ormai trito e ritrito è il problema dei rifiuti in Campania. Chissà perché non hanno la raccolta differenziata. Forse il popolo campano non ha i requisiti per migliorare la sua situazione (vedi definizione di persona che ricicla, qualche riga più in alto).
Oggi giro canale e mi capita di sentire che i pompieri, giunti per spegnere un 'incendio di rifiuti', sono stati vittima di un agguato e hanno detto addio alle loro autobotti, incendiate a loro volta. Sette pompieri ricoverati in ospedale. SETTE.
Si lamentano dei troppi rifiuti, ma non vogliono le discariche. Li bruciano in segno di protesta e fanno del male a chi fa il suo lavoro (il pompiere non è proprio un lavoretto 'così'...). Dobbiamo prenderla noi la vostra merda? E allora sapete che vi dico? Tenetevi la spazzatura per le strade, bruciatela tutta e soffocatevi. Eccheccazzo!
Pollice verso per la Campania, ancora una volta...
"Chi è causa del suo mal, pianga se stesso"
Enrico
PS: per chi vuole, QUI il link alla notiza.
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